Intervista a Dalila di Nasacé
Da cosa è nata la tua passione nel creare capi artigianali da indossare e oggetti di arredo con cui rendere casa un luogo meraviglioso?
La mia passione è nata dall’influenza delle due nonne, entrambe sarte, da un nonno artigiano che lavorava il cirmolo e dalla mia mamma, che mi ha trasmesso tutto questo e con cui porto avanti questo progetto. Credo che l’influenza della famiglia sia stata, dunque, la ragione che maggiormente mi ha spinto a creare in modo artigianale, a inventare cose nuove, a usare il colore. Quasi fosse un destino di famiglia.
In quale momento ti sei accorta che quella passione poteva tradursi in progetto più ampio?
Mi sono resa conto che poteva diventare un mestiere e non solo un hobby nel momento in cui abbiamo dovuto fermarci a causa del Covid. In quel periodo difficile, il lato positivo è stato avere il tempo di dedicarmi a ciò che amavo veramente, senza essere distratta dalla frenesia quotidiana. Proprio allora mi sono detta: “può diventare davvero un lavoro”. Riuscivo, infatti, a concentrarmi su ciò che desideravo fare da mattina a sera, dando vita a molteplici progetti. Era necessario solo trovare un modo per avere un equilibrio tra necessità di tutti i giorni e passione per l’artigianato, perché sapevo che se non avessi coltivato le idee, sarebbero morte o si sarebbero spostate altrove, perché le idee hanno necessità di trovare un ‘portatore’ per sfociare in qualcosa di concreto.
Quali sono le “regole” che ti sei imposta per ottenere una creazione in linea con chi sei e con i principi che ti soddisfano?
Il principio di base è il riciclo, il riuso, per una realizzazione senza sprechi. Per le borse, a esempio, cerchiamo di recuperare pelli che sarebbero state trasformate in rifiuto. Partendo da lì e andando a ritagliare i vari pezzi di pelle, utilizziamo tutto ciò che altrimenti sarebbe stato considerato solo uno scarto. Allo stesso modo agiamo per i tessuti, prediligendo possibilmente quelli naturali, su cui andiamo a imprimere le foglie. Ecco, anche le foglie sono parte integrante di questo concetto: le foglie che la natura ‘lascia” cadere, le raccogliamo per poi dare loro una nuova vita.
In che modo vivere tra le Dolomiti, a Cortina, influenza la tua creatività e gli strumenti che utilizzi?
Se vivi il bello, non puoi che creare il bello: al mattino basta aprire la finestra e si cerca subito di riprodurre tanta meraviglia o di tradurla nelle creazioni che si fanno. Dalle foglie stampate di infinite tipologie e texture, offerte spontaneamente dalla natura, alla T-Shirt con i fiori ispirati ai nostri prati, ai colori dettati dal bosco nelle diverse stagioni: dalle sfumature calde dell’autunno ai verdi chiari ‘appena nati’ della primavera.
Se potessi descriverti con una sola canzone, quale sceglieresti?
La Valse d’Amélie è forse la musica che più rispecchia Nasacé, perché è romantica, accattivante e ritmata, che poi è ciò che vogliamo trasmettere con le nostre creazioni.
Come descriveresti Nasacé in una frase?
Nasacé è qualcosa di autentico: un intreccio di mani, cuore e natura.
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