l’intervista a
A quali riconoscimenti dedichi un posto particolare nel cuore?
Certamente il primo, come Ambasciatore del gusto ricevuto da “Identità Golose”. Persino la scelta delle parole nel titolo Ambasciatore del gusto rivela una consapevolezza del nostro lavoro davvero in anticipo sui tempi, perché già all’epoca premiava non solo la cucina, ma l’intera azienda. E poi sicuramente la Stella verde e la Stella Michelin.
Quali momenti ritieni siano stati cruciali nell’evoluzione della vostra azienda?
In 16 anni la nostra azienda ha conosciuto un’evoluzione molto importante. Siamo partiti da una meravigliosa stalla e siamo arrivati a proporre un’esperienza personalizzata, tenendo sempre al centro il lavoro agricolo, nostra base e origine. A guidarci lungo questo percorso sono state le persone, i nostri clienti, le loro esigenze. Abbiamo sperimentato con la cucina d’alta quota e poi abbiamo approfondito, dando vita a “Genesis”.
“Genesis” è il concetto essenziale attorno a cui si sviluppa il nostro lavoro e viene declinato con “Casa Genesis” a giugno e l’appuntamento “Genesis” a settembre.
Dopo aver parlato di cucina rigenerativa e di rigenerazione umana, quest’anno sentiamo la necessità di uscire dalla sfera individuale e di entrare in quella più ampia della Comunità, prendendo spunto dall’universo delle Api, ma non solo.
“Genesis”, infatti, è diventato per noi il veicolo di concetti imprescindibili e che riteniamo fondamentali per vivere il presente consapevolmente e coscientemente costruire il futuro.
Estetica: cibo e bellezza. La vostra visione su questo binomio?
Il bello fa bene. Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio meraviglioso: ci si sveglia al mattino immersi nella bellezza e si va a dormire la sera con gli occhi pieni di bellezza. È un dovere comunicarlo. La cucina deve sempre curare l’estetica. La bellezza invita all’assaggio. E ispira la brigata. E stimola la creatività dello chef. Quanto a me, curo la bellezza in ogni angolo del ristorante, perché ne sento l’esigenza, perché mi fa stare bene e credo che questo sentimento sia condiviso anche dai nostri ospiti.
Un desiderio?
Continuare a vivere e a contribuire all’esistenza di un luogo, dove le persone vengono per stare bene. Offrire loro l’opportunità di una parentesi di un paio d’ore di serenità. E magari ispirarli alla bellezza. Inoltre, far comprendere ai produttori locali che si può essere agricoltori e nel contempo fare cultura, creare bellezza. Come mamma, trasmettere ai ragazzi il desiderio di creare.
Hai un messaggio per i giovani che ancora non sono entrati nel mondo del lavoro?
Assolutamente sì: non spaventatevi del lavoro, considerate la bellezza di imparare e di essere parte di un progetto, la meraviglia che si scopre semplicemente nel “fare”.
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