cortina d’ampezzo
Cortina d’Ampezzo è un paese abbracciato dalle Dolomiti, incastonate tra le Alpi come gemme, tra le più sensibili al trascolorare della luce.
Il centro del paese sorge a 1224 metri di altitudine, lungo le sponde del torrente Boite, ai piedi di cime imponenti, alcune oltre i 3000 metri di quota.
Attorno al paese si estende un’area vastissima e di incredibile bellezza naturalistica: è infatti il terzo comune veneto per ampiezza ed è incorniciato non solo dalle Dolomiti Patrimonio UNESCO, ma anche dagli oltre 11 mila ettari del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.
Il paese ha un proprio motto, leggibile sotto lo stemma comunale: “Modo vivo ac tuta quiesco”, che significa “Vivo con misura e riposo tranquilla”. In esso è racchiuso lo spirito montano e ladino di questa terra meravigliosa.
Il centro storico di Cortina si sviluppa attorno al campanile della Chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo, che nel 2011 diventa Basilica minore. Eretta tra il 1769 e il 1775, la basilica ospita cicli pittorici e scultorei e un altare opera di Andrea Brustolon, risalente al 1703.
L’attuale campanile, invece, venne costruito nell’Ottocento e le campane suonarono per la prima volta il giorno di Natale del 1858.
Il centro storico di Cortina ospita diverse sedi istituzionali, tra cui il Comune di Cortina d’Ampezzo e la Casa delle Regole d’Ampezzo con l’annesso Museo d’arte moderna Mario Rimoldi. Inoltre, lungo Corso Italia si affacciano gallerie d’arte, negozi di artigianato ampezzano e la celebre Cooperativa di Cortina.
Nel centro storico di Cortina si trovano numerose boutiques di abiti tirolesi, eleganti e d’alta moda, oltre a bar, caffetterie, pasticcerie e ristoranti che propongono piatti della cucina tipica.
All’ombra del campanile, si trova Piazza Angelo Dibona, che ospita eventi nazionali e internazionali lungo tutto l’arco dell’anno.
Il campanile di Cortina, “el CiampanÍn”, è simbolo religioso e identificativo del paese intero.
Oggi è noto per la sua immagine candida e slanciata, alta ben 68,5 metri, coronata da una sfera in rame di 1 metro e 10 di diametro, ricoperta in oro zecchino, per cui furono fusi ben 60 ducati. Il suo aspetto, tuttavia, non fu sempre questo. Esisteva, infatti, una torre risalente al 1590 e demolita nel 1851 per problemi di elasticità strutturale e la caduta di pietre.
L’attuale struttura in stile neogotico, ideata dall’ingegnere viennese Hermann Bergmann, fu realizzata in blocchi di bianca Dolomia, la stessa roccia delle Dolomiti. I blocchi furono ricavati dalla cava in località Crepedel, a eccezione degli elementi che richiedevano una lavorazione più dettagliata come i pinnacoli, per cui si utilizzò il granito estratto a Falzes.
Lo scavo delle fondamenta iniziò nel 1852 per iniziativa di Silvestro Franceschi e si procedette alla palificazione del terreno di frana con 400 tronchi di larice. Nell’agosto dello stesso anno venne benedetta la prima pietra e la costruzione procedette sfruttando i mesi della bella stagione sino al 1858. Il Natale di quell’anno suonarono per la prima volta le 6 campane del nuovo e imponente “CiampanÍn”. Ed erano campane eccezionali, forgiate nel 1857 a Innsbruck dalla celebre ditta Grassmayr e armonizzate nella tonalità del Si bemolle.
Eccezionale è anche la loro storia. Carlo d’Austria, passando per Cortina, le sentì suonare e le salvò dall’essere fuse per divenire piombo da cannone per la Prima guerra mondiale. Delle oltre mille campane forgiate da Grassmayr solo 9 sopravvissero alla sostituzione e di queste ben 6 si trovano, unite in un solo concerto, a Cortina.
Risale al 1337 la presenza di una “Casa di Dio” in località Bigontina, dove si riuniva la Confraternita dei Battuti e nel 1482 venne consacrata la prima Chiesa dedicata alla Madonna della Difesa.
Ma quali eventi hanno ispirato la dedica alla Vergine armata di spada? Il primo ricordo di un intervento miracoloso risale al 572 e all’invasione del Cadore da parte dei Longobardi: la Vergine, armata di spada, avrebbe avvolto gli invasori in una fitta nebbia, confondendoli al punto che finirono per uccidersi tra loro, senza perdite per gli ampezzani.
Il secondo evento, invece, si colloca nel 1412, quando un piccolo gruppo di ampezzani e cadorini riuscì a fermare l’esercito di Sigismondo di Lussemburgo a Cimabanche grazie all’aiuto della Madonna. A ciò si deve l’istituzione della festa del Voto e che tutt’oggi si celebra il 19 gennaio.
La chiesa presenta un essenziale facciata con affrescata, sopra l’ingresso, la Madonna della Difesa.
All’interno le ricche decorazioni pittoriche e scultoree abbracciano l’opera lignea, risalente al XIV secolo, che raffigura la Madonna.
I Sestieri di Cortina sono le 6 divisioni territoriali del Comune e, soprattutto, rappresentano il cuore pulsante di una comunità attiva e viva tutto l’anno.
La loro storia deriva dalle Centene del Cadore, porzioni di territorio abitate da circa cento famiglie e sorvegliate dall’Officiale, alle cui dipendenze c’erano i decani che controllavano i villaggi composti da circa 10 famiglie.
Nel XV secolo Cortina passò alla divisione in 6 aree: Cortina, Azon, Staolin, Mortisa, Cadin, Chiave, che divennero nel tempo gli attuali Cortina, Azon, Alverà, Zuel, Cadin e Chiave, rappresentati nella mappa a destra.
Nel 1918 i Sestieri mantengono la loro funzione di coesione sociale, supporto alle famiglie nelle attività sportive per i più piccoli e nell’organizzazione di eventi sportivi (palio invernale ed estivo) e conviviali (feste campestri) che rendono più forte il senso di comunità e appartenenza.
I colori dei Sestieri
Il Sestiere nel cuore di Cortina è rappresentato dal color azzurro.
Il Sestiere di Cadin è rappresentato dal colore rosa.
Il Sestiere di Chiave è rappresentato dal colore arancione.
Il Sestiere di Azon, in cui confluì l’area di Mortisa, è rappresentato dal colore rosso.
Erede del Sestiere di Mortisa, Zuel è rappresentato dal colore giallo.
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